cucina,ricette La Cucina Economica: Pellegrino Artusi e l'orzata

mercoledì 30 luglio 2014

Pellegrino Artusi e l'orzata


Pellegrino Artusi e l'orzata. A volte basta un vecchio tappino da bibita, magari arrugginito, a farci sognare. Orzata, tamarindo, chinotto, bibite che hanno il sapore di

pomeriggi passati in cortile, o di gracchianti pellicole western al cine della parrocchia. Poi cresci e ti chiedi, orzata? Ma la fanno con l'orzo? Forse gli antichi romani, ma con il passare dei secoli, l'orzo è stato sostituito da altri ingredienti vegetali, ma il nome è rimasto per definire tutte quelle bevande ottenute col medesimo procedimento, la pigiatura. Poi leggi l'etichetta e ci trovi anche il benzoino deacidificato. Ma allora vogliono rovinarmi la giornata! Quando si è bambini certe cose non ti interessano, era buona, e poi ti serviva il tappino per la tua collezione.


729             ORZATA     

Mandorle dolci con 10 o 12 amare, grammi 200.
Acqua, grammi 600.
Zucchero bianco, fine, grammi 800.
Acqua di fior d'arancio, due cucchiaiate.

Sbucciate le mandorle e pestatele nel mortaio, bagnandole ogni tanto coll'acqua di fior d'arancio.
Allorché saranno ridotte a pasta impalpabile, scioglietele con un terzo della detta acqua e passatene il sugo da un canovaccio strizzandolo bene. Rimettete nel mortaio la pasta asciutta rimasta nel canovaccio, macinatela col pestello; poi scioglietela con un altro terzo dell'acqua e passatene il sugo. Ripetete la stessa operazione per la terza volta, mettete al fuoco tutto il liquido ottenuto, e quando sarà ben caldo versate lo zucchero, rimestatelo e fatelo bollire per venti minuti circa. Diaccio che sia, imbottigliatelo e conservatelo in luogo fresco. Se fatta in questo modo, vedrete che l'orzata non fermenta e potrete conservarla a lungo, ma però non quanto gli sciroppi di frutta. Oltre a ciò viene di tale sostanza che pochissima, sciolta in un bicchier d'acqua, basta per ottenere una bibita eccellente e rinfrescante. Fatta coi semi di popone, viene anche più delicata.

730 CLARET CUP (BIBITA INGLESE)  

Per questa bibita, che merita di esser descritta perché piacevole e di facile esecuzione, occorre vino rosso di ottima qualità. Può servire tanto il bordò quanto il chianti, il sangiovese e simili.

Vino, decilitri 5.
Acqua, decilitri 5.
Limoni, n. 5.
Zucchero bianco, grammi 500.


Fate bollire lo zucchero nell'acqua cinque minuti. Tolto dal fuoco, strizzate in questo sciroppo i limoni e versateci il vino, poi passatelo da un pannolino. Rimettetelo al fuoco per farlo bollire adagio 25 minuti e diaccio che sia imbottigliatelo. Servitevene allungato coll'acqua e raffrescato col ghiaccio in estate. Dovendolo conservare a lungo, tenetelo in cantina.

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